16.2.1 All. Eleocharito-Sagittarion Passarge 1964

Sinonimi

[Oenanthion aquaticae Heijný 1948 (art. 1), Oenanthion aquaticae Heijný ex Neuhäusl 1959]

Riferimento del Tipo (holotypus e diagnosi)


Definizione e descrizione (declaratoria)

Comunità dominate da specie bienni o perenni, delle zone litorali e planiziali che emergono a seguito di ampie oscillazioni del livello delle acque; si tratta di comunità spesso soggette a disturbo antropico come lo sfalcio dei fossati e dei margini dei canali.

Definizione e descrizione inglese

Communities dominated by perennial or biennial species, typical of littoral and lowland areas that emerge after marked fluctuations in water level. These communities are often subjected to human disturbance, such as the mowing of ditches and drain edges.

Ecologia

Comunità caratterizzate dalla presenza di specie che colonizzano rapidamente il substrato a seguito di un’ampia oscillazione negativa del livello delle acque. Le specie che germinano dal seed-bank, dove hanno atteso anche per anni il momento favorevole, sono adattate a resistere alle ampie oscillazioni presentando a volte un dimorfismo fogliare con foglie sommerse molto diverse da quelle emerse.

Distribuzione

Sono comunità tipiche dell’area temperata Euriasiatica. In Italia non sono molto diffuse, potenzialmente limitate al bioclima temperato, sono state segnalate solo nel centro e nord Italia.

Struttura della vegetazione e composizione floristica

Le comunità acquatiche dell’alleanza Eleocharito-Sagittarion sono povere di specie. Sono comunità spesso dominate da specie pioniere, come Alisma plantago-aquatica e Oenanthe aquatica e specie che possono presentare dimorfismo fogliare (Butomus umbellatus, Sparganium erectum).

Contesto paesaggistico e sinsistema di riferimento

Le cenosi di questa alleanza sono comunità pioniere in contatto seriale con comunità del Magnocarion elatae e del Phragmition communis, in ambienti perilacuali in cui una forte oscillazione negativa del livello della acque ha fatto emergere porzioni di costa colonizzabili.

Habitat di riferimento (sensu Direttiva Habitat e classificazione EUNIS)

Nessuno.

Livello di conservazione e gestione

Il livello di conservazione è altamente variabile a seconda del grado di disturbo antropico, diretto o indiretto, presente. Manutenzione spondale, tagli, discariche, artificializzazione e rettificazione delle sponde, bonifiche idrauliche, incendi, invasioni di specie animali e vegetali esotiche, ecc., sono tutti fattori che meritano una maggiore attenzione rispetto a quanto dimostrato finora.

In termini gestionali è opportuno evitare le bonifiche e le regimazioni idrauliche e i tagli frequenti e radicali della vegetazione spondale dei corpi idrici. È inoltre opportuno un monitoraggio della qualità delle acque associato a quello della componente biotica.

Presenza nei parchi nazionali

Gran Paradiso
Val Grande
Stelvio - Stilfserjoch
Dolomiti Bellunesi
Cinque Terre
Appennino Tosco-Emiliano
Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Arcipelago Toscano
Monti Sibillini
Gran Sasso e Monti della Laga
Majella
Abruzzo, Lazio e Molise
Circeo
Gargano
Vesuvio
Alta Murgia
Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Appennino Lucano - Val d'Agri - Lagonegrese
Pollino
Sila
Aspromonte
Gennargentu
Asinara
Arcipelago di La Maddalena

Bibliografia

    Landucci F., Gigante D., Venanzoni R., Chytrý M. 2013. Wetland vegetation of the class Phragmito-Magno-Caricetea in central Italy. Phytocoenologia 43,1-2: 67-100.

    Lastrucci L., Viciani D., Nuccio C., Melillo C. 2008. Indagine vegetazionale su alcuni laghi di origine artificiale limitrofi al Padule di Fucecchio (Toscana, Italia Centrale). Ann. Mus. Civ. Rovereto, Sez. Arch., St. Sc. nat., 23: 169-203.

    Marchiori S., Sburlino G., 1996- Present vegetation of the Venetian Plain. Allionia, 34: 117-132.